Azienda Ercoli

La stalla delle meraviglie

di Luca Acerbis

< Torna al Sommario | Stampa articolo
 
Una stalla ultimata da poco, costruita per dare una traduzione concreta al concetto di benessere dell'allevamento della vacca da latte. Molte le soluzioni interessanti, molti i punti degni di nota: dall'immediatamente visibile, ad esempio l'altezza, la pendenza delle falde del tetto, il cupolino aperto, fino al dettaglio piú fine, come le smussature di ogni spigolo o certe pendenze longitudinali e trasversali delle corsie. E poi spazi generosi ovunque e un posto cuccetta e un posto mangiatoia per ogni vacca presente. Insomma, una stalla da vedere. Ci lavorano i fratelli Ercoli e siamo ad Agnadello, nel cremasco.
 
Se passate da quelle parti, e, ovviamente previo consenso degli interessati, non perdete l'occasione di darle un'occhiata (ad esempio un meeting aziendale previsto proprio qui l'8 marzo prossimo). Sicuramente come poche per certi aspetti, magari persino unica. Tanto piú se siete stanchi di sentire discorsi teorici sul benessere animale, sulle famose cinque libertà, su tanti concetti buoni a riempire le ore di qualche convegno, ma drammaticamente poveri di concretezza sul come e perché il benessere animale sia importante, concretamente importante. In ogni caso la visita risulterà istruttiva. Lo svolgimento infatti che i fratelli Ercoli hanno dato al tema "benessere animale per la vacca da latte" è di quelli che scorrono senza segni rossi o blu, senza correzioni, e con il plauso finale. Vedere per credere. Siamo ad Agnadello, nel cuore della pianura cremasca. L'azienda è quella di Ernesto, Ferdinando e Alfonso Ercoli. Una storia fatta di continui investimenti per accompagnare una crescita della mandria che, dalla fondazione dell'azienda, a fine anni '60, fino a oggi, è passata dalle 52 vacche e 30 ettari iniziali alle attuali 420 vacche, piú la rimonta, 172 ettari coltivati e una quota di 37mila quintali. In questo lasso di tempo c'è stato l'acquisto in blocco di un'azienda vicina - stalla, mandria e quote - che ha fatto fare il balzo numerico in avanti. Dalla vecchia stalla a stabulazione libera su lettiera si è passati a una nuova stalla su cuccette, poi a un suo ampliamento e infine a tutto questo si è aggiunta la nuovissima stalla per le vacche in lattazione. Attualmente tutta la rimonta sta nell'altra stalla, quella rilevata, e qui arrivano le manze gravide. Vacche in asciutta e manze gravide sono sistemate nel vecchio corpo aziendale. La parte di stalla che in precedenza era destinata alle vacche in lattazione verrà sistemata - riducendo la misura delle cuccette - per spostarci, a lavori ultimati, l'allevamento delle manze.

Cominciamo dunque a osservare i punti piú significativi della nuova stalla, terminata alla fine del 2007, che è sicuramente l'elemento piú significativo di questa azienda. Realizzata dopo un gran numero di visite dei fratelli Ercoli in altri allevamenti - non solo in Italia, ma anche in Nord America - cercando di prendere da ognuno quello che maggiormente coincideva con l'idea di benessere animale che Ernesto, Alfonso e Ferdinando avevano in mente. Che poi è quello che le vacche, presumibilmente, desiderano: spazi ampi dove potersi muoversi liberamente, una cuccetta comoda ove coricarsi, un posto alla greppia disponibile in qualunque momento senza competizione, aria pulita, temperature sotto controllo, niente sovraffollamento, abbeveratoi ampi e accessibili con acqua pulita, superfici di camminamento con un buon grip e ragionevolmente asciutte e pulite. Se i fratelli Ercoli hanno raggiunto questi obiettivi, e se ciò si tradurrà in un miglioramento delle prestazioni degli animali presenti, lo si vedrà prossimamente, quando sarà passato un po' di tempo e le bovine avranno cominciato a metabolizzare tutti i vantaggi (primo tra tutti il maggiore spazio a disposizione per capo) di cui possono godere in questa struttura. E oltre ai vantaggi per gli animali non va dimenticato l'effetto di un ambiente di lavoro piú razionale e comodo in termini di maggiore efficienza del lavoro. Tutti elementi che si sommano tra loro e alla fine determinano il risultato finale. La stalla è lunga 110 metri e larga (da gronda a gronda) 34. L'altezza in gronda è quattro metri, quella massima nel punto centrale 10 metri. Un primo elemento che balza all'occhio è la pendenza delle falde e l'altezza al cupolino. Poi, guardando bene, si nota un dettaglio raro: il cupolino è aperto, non ha tettuccio. Il tetto della stalla non è coibentato, per una scelta precisa. Grazie alla pendenza delle falde, all'altezza nel punto centrale è assicurato un buon effetto camino, che viene ancor piú stimolato nel momento in cui le falde del tetto si scaldano per l'azione del sole, scaldando l'aria immediatamente sottostante (che è comunque, grazie all'altezza del tetto, lontana dalle vacche) che sale verso l'alto scorrendo lungo le falde del tetto verso il cupolino di uscita e determinando in tal modo un richiamo di aria esterna dalle pareti laterali. Pareti per modo di dire, visto che sono completamente assenti sui quattro lati della stalla, che è completamente aperta. Insomma, un effetto camino che assicura una movimentazione dell'aria proporzionata alla temperatura e al bisogno. Poi, a scanso di dubbi, sono stati posizionati anche cinque ventilatori per lato, con nebulizzatore, distanziati di dieci metri uno dall'altro, con un'inclinazione variabile verso terra dal 10 al 15%. Torniamo al cupolino. Aperto, come si diceva. Questo significa che, in una striscia centrale della stalla, la pioggia entra. In realtà è così , ma l'inconveniente, spiegano Ernesto, Alfonso e Ferdinando Ercoli è trascurabile. In primo luogo hanno verificato che la ventilazione naturale che si crea, con la fuoriuscita di aria dal cupolino, tende a spostare le gocce di pioggia deviandone la linea di caduta. Quando poi la pioggia è piú intensa, è vero, cade nella corsia centrale di alimentazione, ma il danno è rimediato ancora prima che si crei. Già, perché la corsia centrale è provvista di una fognatura che scorre lungo l'asse longitudinale e, mediante una serie di tombini e una non casuale pendenza verso il centro, smaltisce rapidamente ogni liquido presente. Sempre restando lungo la corsia di alimentazione ma rivolgendosi ai due lati della greppia, è stata realizzata una superficie lucida di cinquanta cm circa dove viene calata la miscelata. Non è stata usata un resina o apposta una lastra di acciaio, come si vede in certe stalle, bensì sono state create le due fasce lucide laterali con mattoncini di gres porcellanato, posizionati in simultanea con il piano in cemento della corsia, allo stesso livello. Questa soluzione è stata preferita per avere una superficie assolutamente liscia in tutta la corsia, senza sbalzi tra mangiatoia e resto della corsia come potrebbe avvenire con la lastra in acciaio, e, naturalmente, resistente piú di uno strato di resina.

Sempre in tema di corsie e spazi in generale, è impossibile non notare l'agio nei movimenti delle vacche che hanno la fortuna di essere allevate qui. Quasi quasi si ha l'impressione che siano persino troppo larghe. Ai due lati della corsia di alimentazione il corpo della stalla prevede due file di cuccette contrapposte. Le corsie sono larghe 5 metri. Nelle due corsie interne a distanza di 20 metri uno dall'altro ci sono i corridoi che collegano la zona riposo a quella di alimentazione. Anche in questo caso le misure sono abbondanti, 3,5 metri, per evitare che diventino punti di ostacolo al movimento delle vacche da e per la zona di alimentazione. A scanso di equivoci in questi corridoi non sono stati posizionati gli abbeveratoi, per non correre il rischio di avere delle vacche che, ferme a bere, ostacolino le altre. In quattro di questi corridoi sono posti dei rulli "grattagroppa", e anche in questo caso si sono fatte le cose senza economia, dato che la spazzolata avviene con un rullo verticale e uno orizzontale, adattabili alla misura dell'animale, con servizio completo per fianco e groppa. Una ragione, certo non l'unica, per cui si vedono vacche con pelo tanto lustro. Nelle corsie interne della stalla è stata preferita una pavimentazione piena, con ruspetta, al grigliato. Il motivo sta nel desiderio di non avere deiezioni piú o meno stagnanti al di sotto delle vacche, per una migliore aria possibile nella stalla. Per facilitare l'allontanamento della frazione liquida dalla zona delle cuccette è stata creata una pendenza verso il centro della corsia (tre cm dai lati verso il centro) e una pendenza (quarantacinque centimetri il dislivello tra un estremità e l'altra) anche lungo l'asse maggiore della corsia. Al centro della corsia una scanalatura contiene la fune di traino della ruspetta. Torniamo alla pendenza verso il centro della corsia. Lo scopo, spiegano qui, è quello di allontanare immediatamente le urine dalla parte di corsia a contatto con le cuccette. Quella parte dove spesso poggia il fiocco delle coda delle vacche. Se questa superficie è asciutta il fiocco si sporcherà meno, a tutto vantaggio della pulizia della vacca in generale e della mammella in particolare. L'ultima annotazione riguarda la rigatura della superficie, a lisca di pesce con vertice nel senso della pendenza longitudinale (migliora la presa del piede della vacca e il suo equilibrio. A proposito, come raccontano i fratelli Ercoli, con il passaggio nella nuova stalla i calori si sono visti nettamente meglio, merito anche di una superficie di appoggio sicura e senza rischi di scivolamento). Altro elemento da sottolineare: la riduzione al minimo dei gradini in ogni punto della superficie e la smussatura di ogni spigolo delle parti in muratura.

Agli abbeveratoi avevamo fatto cenno per dire che non sono nei corridoi di passaggio. Sono stati invece messi lungo i lati esterni della stalla. Ci sono otto abbeveratoi di 350 cm di lunghezza. Sono abbeveratoi a vasca, lunghi tre metri, con meccanismo di ribaltamento che permette facilità di svuotamento e pulizia. Quest'ultima, essendo facile e comoda, avviene quotidianamente, garantendo alle bovine la disponibilità di acqua sempre pulita, altro elemento non indifferente e che spesso è in funzione anche della tipologia di abbeveratoio adottata. E le cuccette? Come si sono comportati qui quando si è trattato di scegliere una componente della stalla che, da sola, è in grado di determinare in larga misura il livello di comfort complessivo? Sono lunghe 250 cm e larghe 125. I battifianchi non sono molto alti, per evitare che le vacche si possano mettere per traverso tra una cuccetta e l'altra. Riguardo all'educatore è stato adottato il tubo con, rialzamento della sola parte centrale di 30 cm rispetto all'altezza standard. Ciò facilita i movimenti della bovina che però è "incanalata" nella posizione centrale della cuccetta. Nessun ostacolo frontale è presente e la vacca quindi può coricarsi e rialzarsi secondo un movimento naturale. Per la base della cuccetta la scelta è caduta sul materassino, per una questione di riduzione di lavoro. Sopra il materassino è mantenuto uno strato abbondante di segatura, che viene sostituita completamente ogni settimana. Che l'insieme sia confortevole lo dice l'osservazione della mandria e il numero di vacche coricate in cuccetta a ruminare tranquillamente. Ancora due punti degni di nota. Il primo riguarda la sicurezza del lavoro in azienda, con numerose vie di fuga per gli addetti lungo tutto il perimetro dei recinti; il secondo è un elemento di praticità e riguarda gli attacchi per l'acqua posizionati in punti strategici che rendono piú comodi i lavaggi.
 
< Torna al Sommario | ^ Torna su | Stampa articolo